Ecco alcuni estratti: Quanto è importante la provenienza geografica per i vostri testi? Napoli è l'apoteosi della contraddizione. C'è molto talento e molto ingegno, ma c'è molta divisione interna. E' questo l'ostacolo che non ci fa occupare il posto che ci spetta: Avimm' a sta' a guaglione e simme maste (Dobbiamo fare i garzoni e siamo maestri), diceva il poeta Raffaele Viviani. Il talento non è ripagato e molti finiscono per andarsene. Quando stai a NApoli vorresti stare altrove, ma quando vai altrove ti manca terribilmente.
E' giusto parlare di ghetto nel rap italiano? Ho scritto un brano che si chiama Ghetto non a caso. Il termine descrive in pieno il senso di chiusura e emarginazione che si vive nel posto in cui sono cresciuta (Rione Madonnelle, Acerra, Napoli). Ghetto perchè ti sta stretto, c'è il coprifuoco, non puoi andare in certi posti pure se sono sotto casa tua e devi rispettare regole non scritte. Ghetto perchè ti devi scontrare con una mentalità gretta, ottusa e violenta. Ghetto perchè è fuori da ogni controllo, anarchico, selvaggio, terra dei lupi. Ghetto perchè diventi diffidente e stai sempre sulla difensiva: ti condiziona i pensieri, ti appanna la vista, non ti fa vedere possibili sbocchi e arrivi a pensare che sei destinato a rimanerci.
E' ancora valida la definizione del rap di Chuck D. dei Public Enemy come la CNN del ghetto? Il rap descrive davvero la realtà'?
Il rap nasce in contesti di emarginazione e povertà e dà voce e libertà d'espressione a quelli che si vogliono tenere zitti. Questa è la rivoluzione Hip-Hop: quella gente si prende lo spazio che le spetta, entra in ingranaggi dai quali era stata esclusa e dice cose che non vogliono sentire i ricchi e i potenti, senza censura.
Nel brano Hip Hop is dead Nas dice che il genere è morto perchè tra violenza, machismo, e bling-bling, i soldi, è diventato una caricatura di se stesso. E' vero?
Si dovrebbe distinguere questo Hip Hop da classifica e da Mtv dal vero Hip Hop che Nas chaima Street Hop. La genete nera si è fatta addomesticare dal meccanismo dello show-biz. L'immagine del nigga finto criminale che balla nel club sul culo di puttane nere - senza rispetto dunque per le sorelle nere - non può non piacere ai razzisti bianchi d'America: dall'oppore la propri identità ai razzisti bianchi si è passati ad accontentarli.
Come giudichi le donne rapper in Italia?
Non bisognerebbe distinguere tra rapper uomo e rapper donna, ma tra rap di qualità e rap spazzatura. Un rap di qualità deve partire innanzitutto da una spinta comunicativa, dalla necessità di trasmettere immagini, idee, pensieri. Il rap è arte e l'arte non conosce diffenze di sesso.
Nel rap si parla spesso di lame, coltelli e pistole. Non è come scherzare con il fuoco? Credi di avere responsabilità?
Scrivo di queste cose proprio perchè ho delle responsabilità. Sono cose che succedono sotto casa mia e scrivendone ne prendo coscienza. Non avrebbe senso far finta di niente: sono attratta dalle zone più oscure, sporche e nascoste della realtà.
Ci sono poeti e scrittori che hanno influenzato il realismo dei tuoi testi?
Mi piace la poesia napoletana: è semplice, musicale e si ispira alla realtà. Eduardo Nicolardi, Ferdinando Russo, Salvatore Di Giacomo, Raffaele Viviani, Eduardo De Filippo: Napoli ha sfornato opere straordinarie. Soffro quando mi chiedono perchè scrivo in napoletano invece che in italiano. Nella lingua napoletana ritrovo il mio modo di pensare e la mia immaginazione e privarmene significherebbe privarmi della mia identità. Io so' pazzo p' 'o dialetto nostro, diceva De Filippo.
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