Ecco alcuni estratti tratti dall'articolo di Michele Monina intitolato: "Ho la voce da bambina ma canto storie dure - Rapper cresciuta ad Acerra. AleA usa il dialetto napoletano come lo slang americano e sforna singoli in vinile su vite ai margini"
"...quando un regista di film horror vuole spaventare gli spettatori ha un jolly da giocare, tirare in ballo un bambino. Un esempio su tutti, il piccolo Danny di Shining... che cosa lega una rapper, anzi quella che è la più talentuosa rapper italiana, AleA da AcerrA, all'horror e ai bambini? AleA è una rapper dalla voce di bambina, in grado però di raccontare storie dure come pochi altri. Storie anche per questo particolare timbro infantile più incisive, dirette. I suoi primi due brani, Ghetto e I 10 Comandamenti Di Napoli, sono fotografie vivide di quella periferia degradata che spesso entra nelle nostre vite solo attraverso le immagini del telegiornale, quando ci scappa il morto in una faida di camorra. Una voce di bambina dotata di naturale talento nel rincorrere il beat, nello scandire le rime, capace di rendere il dialetto napoletano simile allo slang americano... (AleA): Io sono cresciuta in una realtà, quella di Acerra, che era di impegno sociale. Qui c'erano i disoccupati organizzati, i centri sociali, per me il rap sin dal primo momento è stato un modo per diffondere contenuti... A 23 anni AleA ha già le idee chiare, e anche la scelta di continuare a sfornare singoli, in vinile prima... è coraggiosa e denota personalità...
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