RECENSIONE su ALIAS de IL MANIFESTO di Flaviano De Luca. Entusiastica. Seguono alcuni brani estratti dall’articolo: [...] Alea [...] tagliente, immediata, originale. [...] un rabbioso grido di dolore, musicale e accattivante al massimo. Ghetto [...] denuncia di una vita senza speranze, il disagio di chi cresce in zone abbandonate e degradate, la sterminata periferia cementizia a nord della metropoli, quella dove il deturpamento ambientale e l’inquinamento chimico sono a livelli stratosferici. «Nun cercà ‘e piglià suonno manco cchiù a notte, se respira sempe ‘a stess’aria cchiù sporca p’’a Montefibre e po’ ‘a fabbrica de l’osse: ce manca sulo l’inceneritore e stammo apposto!». Ritmica impeccabile e trascinante anche per I 10 comandamenti di Napoli [...] un decalogo scritto per chi non è del luogo, misure precauzionali per i turisti e quelli di passaggio. Tra le insurrezioni popolari degli abitanti dei quartieri a rischio e la violenza giovanile, si mette a fuoco un’istantanea di quell’altra Napoli, quella che spara e puzza, quella che nessuno vuole vedere e sentire. Anche la trascrizione dei testi è innovativa e visuale [...] Come dicono nei rave party dell’Università Orientale dove il disco viene messo a ripetizione, «co Alèa nun se pazzèa, statt’ accorto ca te struppèa. |