I due brani vengono pubblicati sul mercato esclusivamente su un vinile formato mix 12 pollici, con tanto di versioni strumentali e acapella (alla vecchia maniera) più una bonus version di Ghetto. Questo fatto potrebbe sembrare anacronistico, ma in realtà vuole essere una sorta di provocazione per il pubblico. Gli amanti del vinile, e della musica solida in generale, resistono e non hanno ancora perso il gusto di poggiare la puntina sul disco, di goderne la sua fisicità, il suo peso, il suo spessore, di amare e custodire le copertine così declassate dal diffondersi dei minuscoli compact-disc fino ad arrivare alla loro totale sparizione a causa della enorme diffusione della cosiddetta musica liquida (mp3 e on-line music). Ma soprattutto, sanno ancora distinguere tra il suono caldo, vivo e reale del vinile e quello freddo e sterilizzato del supporto digitale. Inoltre il supporto su vinile è sempre stato troppo trascurato dalla discografia hip-hop nazionale a differenza di quanto accade negli States dove nessuno artista hip-hop prescinde dalla pubblicazione del suo repertorio sul supporto a 12 pollici. Se l’hip-hop è musica che nasce dai dischi, per compiere un suo ideale cammino deve ritornare sui dischi! In aggiunta, l’icona del vinile è oggi abbondantemente usata dalla pubblicità in generale. I più disparati prodotti (automobili, birre, scarpe) vengono spesso accomunati all’immagine del disco senza nessun senso, forse semplicemente perché esso rappresenta perfettamente la modernità. Il mercato, insomma, abusa dell’esteriorità del vinile, ma al tempo stesso lo svuota di ogni contenuto visto che non ne incentiva quasi in nessun modo la diffusione. |