I 10 Comandamenti Di Napoli è stato ispirato da una frase del regista Spike Lee che, in visita in Italia, dichiarò che era affascinato da Napoli perché gli sembrava una città con delle sue regole di comportamento ben precise. I napoletani sanno che ha colto nel segno. Il titolo e la struttura del testo de I 10 Comandamenti Di Napoli si rifanno liberamente ad un brano di Notorious B.I.G., Ten Crack Commandements, una sorta di prontuario per gli spacciatori di crack. Allo stesso modo il brano di ALEA vuole essere una sorta di vademecum “…scritto per chi non è di Napoli, ma ci vuol venire o si trova a passare…”. Il brano, dunque, come rappato nell’introduzione, è esclusivamente diretto ai turisti di Napoli, ed è bene specificare che non si rivolge agli abitanti di Napoli “…perché chi è di Napoli (queste immaginarie regole di comportamento) le tiene scritte nel d.n.a., se le porta appresso dovunque vada…”. Nel testo riecheggiano scottanti temi della Napoli odierna: le improvvise guerriglie notturne ; il dilagare della gratuita violenza giovanile ; le insurrezioni degli abitanti dei cosiddetti quartieri a rischio contro le forze dell’ordine ; la difficoltà del vivere che, una volta metabolizzata, tende a sfociare nella rassegnazione, nell’indifferenza e nell’omertà ; la consolidata consuetudine a sbarcare il lunario e a togliersi dai guai attraverso le raccomandazioni . Infine, il testo della canzone è costellato di numerose citazioni, tra cui il classico detto “vedi Napoli e poi muori” parafrasato in “vidila primma e po’ fuietenne primma che può!” (“vedila prima e poi fuggitene prima che puoi!”) fino ad arrivare al succo del monologo sulla giustizia di Eduardo De Filippo nella commedia del 1960 Il Sindaco Del Rione Sanità, in cui Eduardo diceva: “La legge non ammette ignoranza. E non è giusto. Perché, secondo me, allora, la legge non ammette i tre quarti della popolazione” parafrasato in “… ‘a giustizia nun accetta ‘gnuranza, accussì da pupulazione scarta ‘e tre quarte…”. |