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FORE MANA / MUNNEZZA new 12inch vynil!
Fore Mana / Munnezza
The Revolutionary Bomb 12” maxi single with extras

12 Settembre 2008, ritorna AleA con FORE MANA / MUNNEZZA, nuovo disco-mix in versione maxi contenente quattro tracce: due nuove canzoni Fore Mana e Munnezza, un breve brano, Funky Fresh Freestyle, una traccia mix di cinque diversi temi strumentali Future Past Breaks e due contenuti extra relativi alle title-tracks (versioni instrumental e accapella – materiale per i suonatori del giradischi). Prodotto da Vinch. Genere: (Real) Hip-Hop.

Le liriche ripropongono con rinnovato smalto i tratti distintivi di Ghetto / I 10 Comandamenti di Napoli (disco-mix d’esordio): potente immediatezza, fervida immaginazione rivoluzionaria e stretta aderenza all’asprezza della realtà vista dal vero (non da un televisore) e vissuta nella propria precaria quotidianità con fierezza e ossessivo desiderio di elevazione ed emancipazione. Dura poesia urbana sapientemente disciplinata da un perfetto controllo delle linee metriche – sempre esattamente calzanti con le geometrie musicali –, della ritmica – cronometrica per dono di natura – e della lingua napoletana – che per le sue intrinseche qualità si presta al rap con la stessa elasticità dell’americano.

Rispetto a Ghetto, la vocalità in Fore Mana diventa più melodica: il fluire dei toni tratteggia un’orecchiabile architettura sonora e a volte si colora di una vaga dolcezza e di una inaspettata sensualità che fanno da contrappunto alla crudeltà delle immagini e alla pesantezza delle batterie.

L’effetto che si ha nell’ascoltare AleA rievoca una certa scuola del rap newyorchese perchè ha una innata capacità di scorrere sulle giuste righe del pentagramma con una compiuta quantizzazione delle emissioni di sillabe; perchè ha il gusto della simmetria; perché non tradisce il principio della chiusura del verso; perché sente l’esigenza del sottrarre più che aggiungere parole. E ancora perchè il rap di AleA possiede la caratteristica propensione a diventare un corpo unico con il groove: a incollarsi come ragù con la ‘pasta’ del beat.

Il sound resta hip-hop reale allo stato originario. Le basi musicali di Vinch sono il frutto di un instancabile armonico deejay-mix.

Fore Mana (cioè fuori mano) è una canzone sul degrado di una certa periferia urbana da cui scaturisce un profondo sentimento di emarginazione sociale che, a sua volta, genera un pensiero anarchico, ribelle e anticonvenzionale (“… stonghe fore ‘a ogni definizione, fore, ‘a ogni etichetta, muvimento e custrizione: na libbera mente troppo rozza e grezza, disobbediente pe costituzione… cchiù africana ca italiana, cchiù vichinga ca cristiana, cchiù meridionale ca occidentale… ”).

Munnezza è una canzone di controinformazione. Parla della vera emergenza rifuti, ovvero del disastro ambientale causato dall’illecito sversamento dei rifiuti industriali altamente tossici provenienti dal nord Italia, e non solo, nelle campagne delle provincie tra Napoli e Caserta (“… ‘a munnezza ‘e coppa fernesce cca ‘bbascio, ‘a quant’anne, nun saccio ‘a quant’anne, e quanti camion pe mmiez’ê campagne…”), contaminate a causa di questo business in maniera irreversibile (“… n’ata pecura a doje cape ca nasce… e pe tramente ca magno diossina a miezejuorno, â sera e â matina… ”). Nella canzone, inoltre, si mette in risalto che la risposta delle istituzioni non è la bonifica dei territori, ma l’incenerimento del rifiuto urbano tal-quale che andrebbe ad aggravare ulteriormente questa drammatica situazione (“… E mo appecciate tutte cose, appecciate, a chi aspettate, facite na strage! Cu ll’energi’ ca nu’ vedite ll’ora ca vennite, che ve ne fotte ‘e quanta vita avite accise… ”).

Funky Fresh Freestyle è un testo improvvisato, un freestyle appunto, sulla capacità di comunicare a prescindere dalla lingua che si usa (“…Nun capisce ‘a parola, ma capisce ‘a passione, capisce ‘o sentimento cca a vvolo a volo, a ppelle, te piglia, te trase dint’ ‘o core, dint’ ‘e cerevelle, te trase ‘int’ â memoria…”).

Tutte le parti vocali sono state registrate in diretta senza alcun taglio e alcuna forma di ‘editing’. Il disco è stato registrato su nastro analogico che regala pastosità e calore al suono ed è disponibile solo in vinile in edizione limitata. La parte grafica è stata curata da Cyop e Kaf, le fotografie sono di Valentina Esposito.

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